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Alla ricerca del colore e della luce perfetta

Noi di Stampa Sud abbiamo come obiettivo principale soddisfare l’idea grafica del cliente, mettendo a sua disposizione professione e avanguardia tecnologica in ogni step della produzione.

Le tecnologie che applichiamo per l’ottimizzazione del risultato finale sono espressione dell’evoluzione della ricerca nel mondo del colore: con le attrezzature d’avanguardia della nostra “cucina colore” e con numerose altre tecniche di rilievo colore i nostri lavori abbracciano ogni esigenza grafica riproducendo le tinte in maniera più simile ai riferimenti colorimetri digitali.

Tra queste tecniche, il sistema colore Pantone è certamente la rivoluzione più importante nel mondo di rilevazione e identificazione colore.

PANTONE, LA RIVOLUZIONE DEL MONDO DEL COLORE

I sistemi tradizionali di identificazione colore RGB e CMYK, basati su tre o 4 tonalità, sono stati superati dal rivoluzionario sistema PANTONE. Infatti, molto spesso la conversione dal digitale all’analogico causava delle evidenti incongruenze e il colore di partenza variava rispetto a quello grafico finale. Il sistema PANTONE ovvia a questo problema. Creato dall’omonima azienda americana negli anni Cinquanta, è un catalogo di codici colore che negli anni è diventata una vera e proprio guida a livello internazionale, avente più di 1900 numero di tonalità disponibili, che mostra il colore così come sarà una volta stampato.

La rivoluzione sta nell’idea, tanto semplice quanto geniale, di associare ad ogni tipologia di tinta un codice univoco costituito da due parti distinte: la prima in cifre o lettere identifica la macroarea di riferimento; con la seconda si individua specificamente il colore, aggiungendo alla prima parte una cifra.

MAI PIÙ ERRORI CON IL PANTONE LIGHTING IDICATOR

Il codice numerico PANTONE è il vero riferimento colore che permette di avere un’eccellente corrispondenza tra la progettazione grafica digitale e la resa finale del prodotto, in quanto il grafico utilizza lo stesso standard sia in progettazione che nel processo di stampa.

La scelta della tinta sulla guida Pantone è determinata da uno strumento fondamentale: il Lighting Indicator. Avere una luce adeguata che non alteri la tinta è la premessa indispensabile per una resa finale soddisfacente.

Infatti, il colore non è inerente agli oggetti, percepiamo soltanto i riflessi di luce che l’oggetto emana e la luce, a sua volta, modula le sfumature del colore causando una percezione ottica diversa. Dunque, bisogna esporre la cartina colore ad una luce giusta per percepire un riflesso corretto.

Quando la luce è giusta? Il Lighting Indicator è uno strumento di facile utilizzo che serve proprio a studiare se la luce è favorevole o meno alla scelta colore.

COME FUNZIONA IL LIGHTING INDICATOR?

È formato da due campioni colore sensibili alla luce che reagiscono all’illuminazione dell’ambiente.  

Se la luce non è adeguata, i campioni appariranno di colore differente, il contrasto sarà più forte tanto più la luce è sbagliata. Al contrario, se i due colori concordano, allora la luce è peretta per scegliere il colore desiderato.

Fate la scelta colore giusta, affidatevi al PANTONE Lightinig Indicator! Contattaci per una resa di stampa perfetta al info@stampa-sud.it

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Shopping Bag personalizzate: l’eccellenza è Made in Italy

Shopping Bag personalizzate: l’eccellenza è Made in Italy

L’identità dei brand sta diventando sempre più fruibile in luoghi che nulla hanno a che fare con l’ecosistema tipico della pubblicità. Capita con molta frequenza di incuriosirsi di una azienda guardando una shopping bag in mano da un passante e di cercare con lo sguardo a quale negozio appartiene; o di scorgere su supporti non convenzionali l’identità visiva

La shopping bag in carta sta conoscendo negli ultimi anni, un buon riscontro per la sua eleganza e la sua predisposizione alla personalizzazione, a scapito della shopper in plastica, non riciclabile.

Stampa Sud per andare incontro a questo bisogno ha messo a punto diverse tecnologie di produzione che variano in base alla quantità da realizzare e dall’uso, dalle shoppers lusso manuali, a quelle automatiche col manico in piattina o carta ritorta.

Shopper lusso manuali

L’orientamento delle maggiori aziende e case di moda è stato quello di cercare nuovamente nei confini nazionali italiani, imprese capaci di declinare la propria identità visiva su diversi supporti. L’obiettivo era quello di puntare su una produzione Made in Italy capace di rispettare le certificazioni ambientali FSC e i tempi di consegna, lavorando anche con lotti piccoli e maggiore personalizzazione.

Ecco perché Stampa Sud ha rafforzato la capacità produttiva e migliorato la qualità nella stampa, nelle nobilitazioni e nel confezionamento nei centri di assemblaggio.

Tipi di stampa

La produzione standard viene realizzata su carte usomano o monopatinate con plastificazione lucida o opaca di protezione, mentre, in caso di stampe più pregiate e particolare è frequente l’uso di cartoncini colorati, goffrati o marcati come dell’uso di carte kraft avana, per andare incontro all’obiettivo di molte aziende di intraprendere una comunicazione eco-friendly sempre più integrata.

Le tecnologie Stampa Sud permettono di effettuare personalizzazioni preziose per le shopping bag di brand moda di alta qualità. Ad esempio è possibile effettuare nobilitazioni di stampe a caldo, in rilievo, effettuare verniciature Uv spot e dripoff: piccoli dettagli che grazie alle competenze e ad una tradizione Made in Italy permettono di trasferire anche su un semplice supporto come la shooper, tutto il valore del marchio che rappresentano.

Fustellatura

Un altro aspetto che consente di ottenere un risultato esclusivo e raffinato è dato dal lavoro di fustellatura, con un parco fustelle molto ampio sia per chiusure standard che per chiusure particolari.

Tra quelle più interessanti:

  • Fondo giapponese
  • Manico fustellato a fagiolo
  • Forma trapezoidale

Manici

I manici di una shopping bag personalizzata di carta completano il progetto, aggiungendo un tocco di cura, design ed eleganza.

Tra i manici più comuni ci sono quelli in cotone, bianco o colorato, mentre tra quelli più preziosi c’è il raso o il gros grain.

Il manico inoltre, può essere annodato alla busta attraverso dei micro fori oppure inserito con della all’interno della piega, dando un effetto ancora più elegante e minimal.

Per saperne di più, contattateci o passate a trovarci.

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Cucina Colore

Questione di pantone: la cucina del colore di Stampa Sud

Per una azienda che si occupa di stampa, offrire servizi sempre più innovativi che coinvolgono l’ottimizzazione dei colori, è un aspetto costante per la soddisfazione del cliente.

Non si tratta però di semplice innovazione: noi di Stampa Sud siamo in grado di dare forma a progetti estremamente customizzati e quindi capaci di parlare della personalità del cliente. Per questo ci siamo inventati una “Cucina Colore” dove il colore lo progettiamo insieme.

 

Molto più che un colore
Il colore arricchisce il campo visivo, trasmette i valori di un brand, orienta una scelta d’acquisto ed è una forma espressiva sempre più ampia utilizzata dai graphic designers. Scatena emozioni, fa riaffiorare ricordi, condiziona la nostra fame, racconta, evoca, trasmette significati politici, religiosi e sociali.

Non possiamo fare a meno del colore e non possiamo fare a meno di progettare attraverso il colore: i nostri progetti mancherebbero d’anima e sarebbero tutti uguali.

Stampa Sud grazie ad un importante passo in avanti verso sistemi di lettura e calibrazione del colore e alla costante formazione del personale tecnico interno offre tra i suoi servizi la realizzazione di qualsiasi tinta pantone.

La formulazione del colore pur essendo delle competenze basilari di un’azienda di stampa è una operazione che necessità di molta cura, attenzione e conoscenze tecniche.


Bye bye, quadricromia
La scelta cromatica di un progetto è come una colonna sonora: più persone e strumenti contribuiscono alla sua armonia finale. I creativi, che lavorano alla parte grafica dei progetti utilizzano programmi grafici con una libreria colori sempre più ricca. Tra le più diffuse librerie cromatiche c’è quella PANTONE®, una libreria di colori formulati a partire da una serie di basi molto più numerosa della semplice quadricromia.

 

Come si ottiene un colore Pantone?
Per ottenere il risultato desiderato da stampatore, cliente finale e graphic designer è necessario orientarsi nella scelta attraverso delle mazzette Pantone, una sorta di mini ventaglio in carta in cui sono stampati i colori così come sarebbero nel risultato finale.

Il Pantone è fondamentale perché in certi campi applicativi dell’offset, come il packaging o le etichette, i colori cosiddetti speciali o spot color, sono spesso prevalenti rispetto alla quadricromia.

L’impiego di colori PANTONE® come di altri colori speciali, nella definizione del progetto, implica la scelta se questi colori verranno poi riprodotti in stampa come colori spot (ossia stampati come inchiostro aggiuntivo oltre alla quadricromia) o separati in quadricromia.

In questo caso vanno tenuti in considerazione due fattori:

A. Il colore potrebbe subire alterazioni rispetto all’originale, dovute al fatto che risulta “fuori gamma” ossia irriproducibile in CMYK, il sistema della quadricromia;

B. La separazione in CMYK, comportando la retinatura dell’oggetto, produce un effetto visivo, se non previsto, che potrebbe non piacere al cliente finale (pensiamo per esempio alla riproduzione di testi o logotipi o fondini).

Cosa vuol dire tutto questo? Che, in linea di principio, se il lavoro dovrà essere stampato in CMYK, sarebbe opportuno che il grafico lavorasse nella scelta dei colori già in questo metodo, oppure, utilizzando l’atlante colore per la scelta delle tonalità, ponesse particolare attenzione all’effettiva riproducibilità del campione scelto. Esistono per questa ragione, mazzette Pantone che mettono a confronto l’effetto del colore come spot color e la sua riproduzione in CMYK (coated e uncoated).

Coated e Uncoated?

Risulta molto frequente la mancata conoscenza di quello che comporta la scelta di un colore coated e uncoated.

Può capitare ad esempio che venga definito un colore Pantone brillante (Coated) e che allo stampatore venga richiesto di riprodurre quel colore su carte uso mano che supportano meglio colori Uncoated come carte goffrate o marcate a feltro, spesso utilizzate per la stampa di materiali di comunicazione di una brand identity (biglietti da visita, carta intestata, shopping bag).  A questo si aggiunga che esiste una serie praticamente infinita di carte e cartoncini per la stampa e diverse tecnologie di stampa (digitale, flexo, offset; serigrafica).

Cucina Colore, la soluzione

Al fine di realizzare lavori di stampa conformi alle aspettativa del cliente, Stampa Sud ha creato una Cucina Colore: un laboratorio in un cui un esperto cromista, attraverso strumenti tecnici, elabora la tinta desiderata dal cliente.

Come funziona il processo?

  1. 1. Predisposizione delle tinte base (gli ingredienti in Cucina);
  2. 2. Inserimento nel Software delle tinte base per creare la tinta pantone desiderata;
  3. 3. Il software elabora delle formule tra cui il cromista sceglie quello più adeguato tenendo conto di alcuni fattori ( Ad esempio: mantenimento della tinta in tiratura entro certi standard di qualità, nello specifico DELTA E inferiore a 3, riflettanza del colore in base alle diverse tinte usate, cioè variazione della percezioni del colore stesso in base ai corpi illuminanti a cui verrà esposto e dunque percepito);
  4. 4. Il Cromista realizza la tinta piatta e la trasferisce su carta per verificare la corrispondenza

Capita molto frequentemente che il committente non abbia un Pantone di riferimento, ma che consegni un campione colore da riprodurre. Il Cromista in questo caso partirà dalla lettura della tinta con spettofotometro ed individuerà delle coordinate del colore da riprodurre nella Cucina Colore grazie alla rielaborazione da parte Software dei dati che darà come output una “ricetta” da utilizzare. 

Alla fine il cromista, utilizzando della bilance di precisione, preleverà le tinte base e formulerà la tinta piatta a cui seguirà un test di trasferimento sulla carta su cui lo stampatore dovrà realizzare il lavoro. Se il lavoro dovrà essere successivamente nobilitato con plastica e vernici, ci si occuperà di effettuare anche delle prove per capire come virerà il colore e dunque prevedere delle modifiche per raggiungere il risultato auspicato.

Scoprite la Cucina Colore Stampa Sud contattandoci al info@stampa-sud.it.

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Google Cardboard

Gli occhi(ali) giusti per guardare il futuro.

Un grande cambiamento sta attraversando questo momento storico: ma un cambiamento può avere una portata davvero innovativa solo se sapremo guardarlo con gli occhi giusti. O forse gli occhiali giusti.

È per questo che vogliamo parlarvi di Google Cardboard. Quando la realtà diventa difficile da afferrare, la tecnologia rappresenta una opportunità da cogliere perché, soprattutto in questo periodo, incontra un bisogno. Quello di sentirci più vicini, di abbattere i confini e le distanze e non smettere di scoprire.

I Google Cardboard sono uno strumento di realtà virtuale, originariamente reso famoso da Google e presentato per la prima volta alla conferenza per gli sviluppatori I/O 2014. Si tratta di occhiali in cartone per vivere esperienze di realtà virtuale utilizzando uno smartphone.

Come funziona Google Cardboard

Questi occhiali in cartone, o visore, devono essere utilizzati in combinazione con uno smartphone che viene inserito all’interno del cardboard e attraverso il display del cellulare generano la realtà virtuale. Per combinare questa realtà virtuale con i movimenti umani, esistono dei sensori (giroscopio) capaci di rivelare tutti i movimenti del capo. Gli occhiali consentono quindi di vedere in realtà aumentata quello che appare sul telefono (esistono contenuti visuali su youtube leggibili attraverso questi visori).

Al centro dell’esperienza

Le immagine si spostano seguendo i movimenti della testa e questo dona la sensazione – illusoria ma perfettamente reale – di essere nel vivo delle scene, di esserne partecipi e di seguire ogni dettaglio, particolare, suggestione a 360 gradi.

L’utilizzo del Google Cardboard è semplice: bisogna indossarli predisponendo all’interno lo smartphone e guardare lo schermo che attraverso le lenti sembra più grande e riempie il campo visivo quasi completamente (Field of view). L’effetto 3D viene creato da una diversa lettura dell’immagine che da un occhio all’altro appare sfalsata e quindi ingrandita.

A cosa servono gli occhiali magici

Sono un modo per sperimentare una diversa lettura della realtà, in modo immersivo, totalizzante, coinvolgente. Con il Google Cardboard è possibile lasciarsi incantare dalle opere di un museo, trasportarsi in una avventura virtuale all’aperto, entrare in un gioco. È come espandere la propria percezione e abbattere le distanze.

Gioca con Stampa Sud

Dove c’è una sfida che unisce tecnologia e carta, c’è Stampa Sud. È per questo che grazie ad una partnership con QR Cardboard abbiamo progettato e costruito differenti modelli di visori in cartone e certificati Google, adatti ad esperienze di realtà virtuale.

Come sono i visori Stampa Sud?

  1. Hanno una lavorazione artigianale di design;
  2. Si caratterizzano per operazioni di fustellatura precise;
  3. Sono di cartone stampato;
  4. Sono montati manualmente per consentire un confezionamento preciso;
  5. Hanno un altissimo livello di precisione sia per le lenti che per lo spazio in cui verrà posizionato lo smartphone;
  6. Comodità e interazione tra prodotto e persona;

Quando usare il visore

  • Come hobby;
  • Come intrattenimento durante un evento personale o professionale;
  • Come supporto per la presentazione di un progetto;
  • Come opportunità per trasformare una semplice esperienza in una condivisione speciale;

Basterà navigare con il dispositivo smartphone e atterrare su youtube per scoprire un mondo infinito e stimolante di video a 360 gradi dedicati a esperienze multimediali di ogni genere. Muovendo la testa si potrà esplorare il paesaggio come se si fosse immersi nella scena: da un concerto ad un viaggio, da una discesa dalle montagne russe ad uno spettacolo di danza.

Contattateci per saperne di più o visitate il sito www.qrcardboard.com

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Packaging Ortofrutta

Packaging per l’ortofrutta: cosa sapere secondo Stampa Sud

La scelta del packaging per l’ortofrutta, sta, negli ultimi tempi, avanzando sempre più verso soluzioni sostenibili, sostituendo la tradizionale e comune plastica con materiali a minor impatto ambientale.

Conciliare il bisogno di impiegare packaging sostenibili con le necessità che il settore alimentare presenta, è però un equilibrio sottile in cui bisogna tener conto sia dei processi di lavorazione di un prodotto alimentare, sia di quello che sarà il risultato finale in termini di pulizia e di resistenza del confezionamento.

La soluzione c’è

Dal 2018, tra le proposte di packaging di sostenibile di Stampa Sud ha cominciato a farsi spazio una gamma di soluzioni per imballaggi in carta e cartone per il settore dell’ortofrutta, riciclabili e compostabili. In particolare:

  • • Buste in carta con e senza manico;
  • • Cestini con e senza manico;
  • • Cestini saldabili con pellicole il PLA;
  • • Bicchieri in carta per contenere snack di frutta;

Una linea specifica per l’ortofrutta

Ogni tipologia di prodotto però ha le sue peculiarità e i suoi specifici utilizzi, motivo per cui insieme allo studio di progettazione di packaging innovativo Accalaiadesign.it, è nato il progetto FoodBags©, una linea di packaging creata per il settore ortofrutticolo grazie all’utilizzo di materiali idonei al contatto con il cibo, anti grasso, anti umido e quindi adatti allo stazionamento nelle celle frigorifere.

Ad ogni necessità il suo packaging sostenibile

Per dare una risposta efficace sono nati differenti tipi di packaging in base al tipo di prodotto che andranno ad ospitare ospitare.

Vassoio in cartoncino trattato

Resistente all’acqua e riciclabile al 100%, questo imballaggio è spesso utilizzato per contenere ortaggi come i finocchi che, dopo la raccolta vengono lavati, lavorati e imballati ancora umidi.

Cestini PunnetBagBorder©

Con bordini antitaglio e in Cartoncino Fibra Vergine di Pura cellulosa CKB, questi cestini presentano una grande resistenza agli sbalzi di temperatura e sono adatti a prodotti alimentare come ad esempio le ciliegie che hanno una filiera lunga che va dal momento del confezionamento fino alla tavola.

Fruit Basket

Confezione pratica e resistente a forma di cestino per contenere frutti come mele e clementine, fino ad un massimo di sei pezzi.

MelonBag©

Disegnata per l’anguria, questo packaging è una pratica confezione in cartoncino dotata di maniglia, molto resistente, con aggancio smart per velocizzarne il montaggio e la chiusura.

Buste in carta Kraft

Color Avana o Bianco, queste buste personalizzabili possono comodamente contenere frutta e ortaggi.

Sacchetti in carta semitrasparente

Resistenti all’umido e traspirabili, questi sacchetti aiutano la conservazione del cibo, sono riciclabili e compostabili e presentano l’opzione con o senza manico.

Cestini PunnetPetCover©

Cestini adatti a prodotti che necessitano di una maggiore protezione, sono dotati di intagli per l’innesto di coperchi in plastica riciclabile al 100 %.

Bicchieri in cartoncino

Adatti a snack a base di frutta, i bicchieri sono adatti per il consumo scolastico o fuori casa, con una protezione in PLA.

Per permettere un’ottima termosaldatura delle pellicole in PLA, protettive per la frutta, i cartoncini utilizzati nei packaging per l’ortofrutta sono trattati con vernici che sfruttano le potenzialità delle nanotecnologie adatte a questo tipo di lavorazione. Utilizzando pellicole in PLA o anche bioplastica, derivate della trasformazione degli zuccheri, è possibile ottenere un packaging sostenibile al 100% perché questo materiale è sia biodegradabile che compostabile.

Ma che differenza c’è tra biodegradabile e compostabile?

Entrambi sono tipologie di materiali fondamentali per l’evoluzione verso la sostenibilità dei packaging, eppure, esistono delle differenze che è importante conoscere quando si approccia a questo tema.

Il materiale biodegradabile può essere scomposto fino a tornare alla sua forma originaria, agli elementi base di cui è costituito. Il processo di smaltimento però può essere comunque lungo e presentare quindi un certo impatto per l’ambiente. 

Il materiale compostabile invece non inquina e si trasforma in compost: può essere quindi riposto tra i rifiuti organici per essere poi utilizzato come fertilizzante o concime naturale. Inoltre va ricordato che il materiale compostabile è sempre al 100% biodegradabile mentre il materiale biodegradabile non è automaticamente compostabile.

Buona scelta!

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Che cos’è un FONT?

Che cos’è un FONT?

Se vi chiedessero qual è la differenza tra font e carattere, pochi saprebbero rispondere o comunque, i più si chiederebbero: “perché, c’è differenza?”. In effetti, ormai, nell’uso comune le parole font e carattere vengono considerate sinonimi.

Ma una differenza c’è, e neanche troppo sottile: il carattere è la singola lettera, il singolo numero o il singolo segno di interpunzione, invece per font «si intendono tutti i caratteri disponibili in certe dimensioni, stile e peso di una particolare foggia» (Microsoft Press Computer Dictionary, 1994), ovvero «l’insieme di caratteri contraddistinti da una particolare grafia o disegno (Times, Helvetica, ecc.), stile (corsivo, grassetto, ecc.), dimensione.» (Accademia della Crusca, 2015).

E non finisce qui! Il carattere, a sua volta, è composto da diversi glifi (maiuscolo, minuscolo, grassetto, corsivo ecc.) in cui può declinarsi. Carattere e glifo, quindi, formano il typeface (o carattere tipografico).  In inglese, la distinzione tra font e typeface è molto chiara, mente in italiano la parola typeface è spesso tradotta impropriamente con “font”.

In questo articolo ci occuperemo proprio di font. Ne esamineremo le caratteristiche e vedremo quali evoluzioni interessanti ha subito nel tempo.

Innanzitutto distinguiamo i font in base a due macro-categorie, a seconda cioè, del tipo di carattere tipografico e in base alle sue varianti.

Abbiamo, infatti, font a caratteri serif (dal francese “con grazie”) e font a caratteri sans-serif (“senza grazie”, detti anche “bastoni” o semplicemente “sans”).

I serif derivano dalla scrittura calligrafica manuale e sono caratterizzati da quei piccoli prolungamenti alle estremità delle aste che li rendono più eleganti. “Aggraziati”, appunto. I serif sono a loro volta raggruppati in quattro grandi catedorie: gli Old Style, i Transizionali, i Bodoni e gli Egiziani  e sono i più utilizzati per la stampa su carta e quindi per libri, quotidiani e riviste, perché il flusso morbido di questi caratteri in successione rende più agevole la lettura di testi piuttosto lunghi.

I sans-serif, invece, nati nel corso dell’Ottocento e raggruppati in Grotesque, Neo-Grotesque, Umanist e Geometric, sono semplici e lineari e hanno le estremità delle lettere diritte, senza appendici. Sono utilizzati soprattutto nella pubblicità, in libri per bambini e videoscrittura, perché risultano più leggibili e chiari rispetto ai serif.

Se parliamo di varianti dei font, invece, facciamo riferimento a:

  • versioni “normali”, generalmente chiamate Roman o Regular;
  • varianti di peso, cioè lo spessore del carattere, dalle più sottili (Light, Thin, Extra-Light, ecc.) a quelle più spesse (Bold, Black, Extra-Bold, Ultra, ecc.);
  • obliquo, o oblique, la variante inclinata, senza alcuna modifica estetica e funzionale, del font normale.
  • corsivo, o italic, diverso dall’obliquo, perché è un font a sé, progettato proprio con scelte ottiche ed estetiche diverse. Anche i font corsivi hanno le loro varianti di peso.
  • versioni compresse (Condensed) e allargate (Extended). Anche qui, si tratta proprio di un diverso font, progettato perché sia più largo o più stretto.

Un po’ di storia

La parola font viene dal francese medievale fonte (fuso), ed è strettamente legato all’invenzione della macchina di Gutenberg del 1455, che stampava i caratteri mobili con la fusione del metallo.

Nel 1500 nacque però il primo font moderno: il Garamond. Disegnato dal tipografo francese Claude Garamond, nel 1958 fu modificato dal tipografo bolognese Francesco Simoncini, diventando così l’attuale Simoncini Garamond. Il Garamond è utilizzato ancora oggi dalla maggior parte delle case editrici italiane, la Einaudi su tutte.

Nel corso degli anni, poi, si è affermata sempre di più la distinzione tra serif e sans-serif, tanto che si sono imposti nei processi di stampa nuovi font ‘bastoni’, come l’Arial, l’Helvetica, il Verdana e il Futura, caratterizzati dalle linee delle lettere tutte dello stesso spessore.

Per accompagnare il Garamond nella categoria dei serif, invece, il tipografo inglese John Baskerville inventò, nel 1700, il font Baskerville, impiegato oggi dalla casa editrice Adelphi. I caratteri di questo font, poi, sono stati utilizzati nel 1800 per le Monotype e Linotype, le prime macchine tipografiche a composizione automatica di caratteri, in cui a ogni tasto-leva corrispondeva una lettera.

Oggi, invece, i serif più utilizzati sono il Times New Roman, il Georgia, il Didot e il Bodoni.

Nel 1980 si è cominciato a stampare i testi con il fotocompositore, un macchinario che fissava su pellicola o carta fotografica i caratteri e di qui li trasferiva  su matrici che, dopo l’incisione, venivano utilizzate per la stampa. Questo, fino alla nascita dei computer con caratteri digitali. Questi utilizzavano programmi di impaginazione come Pagemaker, con cui era possibile vedere il testo su schermo, prima di stamparlo. L’Arial è da allora il font utilizzato da Microsoft, come interfaccia grafica, mentre l’Helvetica è il font della Mac.

Oggi molti font moderni vengono creati dai serif e sans-serif, a seconda delle esigenze di comunicazione.

Perché utilizzare un font e non un altro?

Tutto dipende dalle esigenze di comunicazione. Fattori importanti per l’utilizzo di un font sono la leggibilità, la chiarezza e l’impatto immediato che deve avere nel comunicare un messaggio ai lettori.

Ad esempio, grandi aziende come Nike, Adidas, YouTube, Coca Cola, Instagram, ecc. si ispirano per lo più al vecchio Garamond, ma in genere i loro font sono inventati dalle stesse aziende che ne detengono, quindi, i diritti. Oggi, per l’utilizzo a fini commerciali della maggior parte dei font (che di fatto sono file o software da scaricare), bisogna acquistarne la licenza, che spesso è molto costosa Non è raro, però, trovare su Internet file piratati di font, che eludono le licenze.

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Stampa FSC

Stampa il verde che fa crescere, stampa FSC

Stampa Sud è dotata della certificazione FSC. L’FSC (Forest Stewardship Council) e’ una ONG internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, comunita’ indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo.

Certificarsi FSC significa essere in grado, col proprio sistema organizzativo, di assicurare la tracciabilità dei propri prodotti, assicurando la corretta gestione della Catena di Custodia.

Nel nostro settore in particolare, significa garantire al cliente che la carta utilizzata, proviene da foreste controllate e valutate in maniera indipendente in conformita’ a questi standard (principi e criteri di buona gestione forestale), stabiliti ed approvati dal Forest Stewardship Council.

Pertanto Stampa Sud ha incentrato la sua campagna pubblicitaria sul verde che fa crescere, ribadendo la sua vocazione al rispetto di tutti gli stakeholders che ruotano intorno all’azienda.

Per fortuna esiste anche un po di normativa che obbligherà negli anni gli enti a preferire acquisti “verdi”:

  • Decreto del Ministero dell’Ambiente 8/05/2003 n 203 “norme affinchè gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo”
  • Direttiva 2004/18/CE del 31 Marzo 2004 relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori,di forniture e di servizi
  • Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 “codice dei contratti pubblici relativo a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”. Il codice sugli appalti pubblici riprende gli aspetti ambientali in materia di GPP introdotti dalle direttive europee:
    • Art.2 Nella definizione dei principi si afferma che “il principio di economicità può essere subordinato, entro i limiti in cui sia espressamente consentito dalle norme vigenti e dal presente codice, ai criteri, previsti dal bando, ispirati a esigenze sociali, nonché alla tutela della salute e dell’ambiente e alla promozione dello sviluppo sostenibile”
    • Art. 42 (capacità tecniche e professionali dei fornitori e dei prestatori di servizi), che riprende l’art. 48 della direttiva 2004/18, e introduce la possibilità di prevedere per gli appalti di servizi, nei casi appropriati, le misure di gestione ambientale
    • Art. 83 (criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa), riprendendo l’art. 53 della direttiva 2004/18 e l’art 55 della direttiva 2004/17, stabilisce che le caratteristiche ambientali possono servire a definire i criteri di valutazione dell’offerta quando il contratto è affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
    • Diverse Leggi Regionali inoltre iniziano ad essere orientate agli acquisti verdi (es. L.R.Puglia n. 23 del 1 agosto 2006, L.R.Lombardia n.26 del 12 dicembre 2003, L.R.Toscana n.29 del 26 Luglio 2002, L.R. Lazio n.27 del 9 luglio 1998, L.R.Veneto n. 3 del 21 gennaio 2000, Deliberazione Regionale Sardegna n.2/6 del 16.1.2007).

L’apposizione del logo FSC sugli stampati non è cosa scontata. E’ infatti preferibile che il cliente, nel momento in cui ci abbia approvato un preventivo con carta FSC, ci indichi all’interno del file lo spazio in cui va apposto il logo. Questi deve essere necessariamente munito di un codice univoco, che fa capo all’industria grafica responsabile del trattamento della carta, dunque in questo caso noi..

Pertanto il riferimento all’azienda responsabile della stampa deve essere esplicito.

Bianca Posa, Responsabile amministrativo e Responsabile Sistemi Qualità, Fsc, Brc,  per Stampa Sud

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Fore Thinking. Stampa Ecosostenibile.

VERSO L’ECOSOSTENIBILITÀ. STAMPA SUD ADERISCE AL PROGRAMMA FORE THINKING.

In linea con le richieste dell’economia circolare, Stampa Sud ha abbracciato il metodo Fore Thinking, un programma di consulenza integrato di strategia e innovazione ecosostenibili, al fine di operare una riduzione degli agenti inquinanti nei processi di stampa, compostabilità, riciclo ed innovazione nel packaging.

Perchè economia circolare?

Lo scopo dell’economica circolare è abbandonare la dinamica del prendi-produci-usa-getta  per passare alla logica del Riutilizzo, cominciando dalla Riprogettazione dei prodotti al fine di reinserirli, dopo l’utilizzo, in un nuovo ciclo infinito

Sono forti gli input, in particolare, che riguardano proprio il futuro del packaging, un elemento fondamentale nella catena di fornitura, che deve essere ripensato, riprogettato e innovato al fine di ridurre l’utilizzo di plastica e imballi non riciclabili.

Da un lato i consumatori, che stanno scegliendo in maniera crescente di acquistare solo prodotti in imballaggi ecologici, e che vogliono leggere le informazioni sul prodotto, obbligando i brand ad adeguarsi al crescente utilizzo di imballi in carta.  Dall’altro lato l’Unione Europea, sta spingendo con le norme all’utilizzo di packaging riutilizzabile e riciclabile, inserendo tasse e divieti per gli imballaggi in plastica. 

Gli imballi in plastica hanno una provenienza fossile (Co2 fossile) e stanno causando un inquinamento delle acque del pianeta senza precedenti. 

Uno studio commissionato alla IVL Swedish Environmental Research Institute ha messo a confronto l’impatto ambientale sia nella produzione (materiali ed energia) che nello smaltimento di imballi in cartone vs imballi in plastica adoperando un indicatore chiamato Circular Footprint Formula.

Nell’immagine in alto possiamo vedere l’analisi di un imballo in plastica e di uno in carta per un pacco di pasta. il passaggio dalla plastica al cartone permette la riduzione delle emissione di CO2 fossile del 70%!

Il cartoncino, inoltre, svolge un ruolo di primissimo piano nel sostenere l’economia circolare: è uno dei materiali più efficienti in termini di risorse disponibili, realizzato con un materiale rinnovabile biodegradabile e facilmente riciclabile. Fortunatamente numerosi importanti rivenditori e marchi stanno lavorando nella direzione di un packaging sostenibile. Per esempio, Coca Cola ha annunciato che sostituirà la pellicola termoretraibile con il cartone per i pallet di lattine e McDonald’s sta sostituendo gli imballaggi di plastica con il cartone per le sue insalate e i suoi gelati McFlurry. Unilever ha dichiarato che entro il 2025, tutti i packaging di sua produzione, saranno completamente riciclabili, riutilizzabili o compostabili. Nel 2019 ha lanciato la vaschetta di gelato in carta compostabile e riciclabile, poiché fatta di carta certificata Pefc, accoppiata con uno strato di Pla (acido polilattico, ossia bioplastica ottenuta da scarti di mais) che l’ha resa impermeabile ed è quindi adatta al gelato. La vaschetta ha quindi un “doppio fine vita”. Perché può essere sia riciclata nella carta, entrando nel classico ciclo di recupero previsto dai vari Comuni per questo materiale, sia smaltita nei rifiuti organici. E arrivare così nei siti di compostaggio industriale per ritornare ad essere come humus (a seconda delle norme applicate dal Comune di residenza).

Per questo Stampa Sud, aderendo al programma Fore Thinking, sta concentrando i suoi sforzi nello studio e riprogettazione di packaging al fine di incentivare la scelta di  packaging in carta e cartone ed ha sottoscritto una convenzione con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari per la sottoscrizione di tirocini curriculari al fine di convogliare le competenze maturate nella ricerca per migliorare prodotti e processi di stampa, nell’ottica di una sempre maggiore ecosostenibilità.

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Carta con sementi, molto naturale

STAMPA SUD SPA in questi anni è sempre stata attenta ai processi produttivi ed innovativi.

In un mondo globalizzato dove la richiesta del rispetto dell’ambiente è sempre più crescente, l’azienda si è impegnata a utilizzare carta certificata dallo standard FSC®, l’unico sistema di certificazione al momento in grado di garantire la tutela delle foreste.

In questi ultimi mesi la nostra azienda ha inoltre preso accordi con fornitori per garantivi la massima qualità della carta riciclata, infatti siamo lieti di annunciarvi che utilizzeremo un nuovo tipo di carta con sementi che ha un aspetto al 100% naturale.

NEws#2

La stampa green di Stampa Sud

Il settore editoriale è sempre più green, sfogliare un catalogo o un libro su carta riciclata non è diverso che farlo su carta tradizionale, anzi, fa sentire migliori. Secondo il 91% delle persone intervistate da Greenpeace durante il salone del libro di Torino tenutosi quest’anno, i libri più apprezzati sono quelli in carta riciclata. Dall’indagine effettuata inoltre si evidenzia come l’84% del campione intervistato sia disposto a pagare anche qualcosa in più per poter avere tra le mani un libro che oltre ad appassionare,
salvaguarda anche la natura.
In quest’ottica di ricerca e d’innovazione STAMPA SUD SPA ad oggi ha già immesso nel proprio sistema produttivo alcune lavorazioni che stanno avendo un grande successo perché usa carta che oltre ad essere riciclata contiene anche dei semi, e una volta piantata nel terreno fa crescere una pianta.